Pietre, piume e insetti - l'arte di raccontare la natura

di Matteo
Sturani
Torino, Einaudi,
2013
Saper leggere la natura può salvare la vita. È quello che capita agli
escursionisti colti dalle intemperie durante un'ascensione al monte Ventoux. O al capitano Arsen'ev, che
ben due volte, nella taiga siberiana, deve ringraziare la guida preziosa del cacciatore Dersu Uzala. Ma
questo non è un manuale di allenamento dello sguardo, o non solo. È un libro di avventure, esplorazioni,
scoperte, col fango sotto le suole, seguendo le picchiate del falco e le fughe impazzite delle sue
prede.
Ci troverete la descrizione del Bufo bufo, il microcosmo racchiuso nella buccia d'arancia di
Ponge, le sfide a colpi di maggiolini dei bambini di Meneghello. E poi ancora Primo Levi, Franzen,
Neruda, Gadda, Jünger...
Grandi scrittori e grandi naturalisti, perché scienza e poesia si
esprimono nella stessa lingua. Come diceva Nabokov, «la scrittura e la caccia alle farfalle sono i
piaceri piú intensi che un uomo possa conoscere».
Descrizione
Osservare la natura è un'arte? Forse sí. Di certo richiede tempo, e molta
dedizione. Occorre una guida esperta che ci permetta di distinguere alberi, rocce e animali, ma
soprattutto che ci racconti le loro storie: dalla caccia a insetti rari che sembrano gemme volanti
all'incontro inatteso con un geco sul muro di casa, dalle spese e imprese folli degli appassionati di
farfalle alle tragicomiche disavventure dei piú grandi naturalisti.
Vladimir Nabokov scrive: «Ho
scoperto in natura i piaceri non utilitaristici che cercavo nell'arte. Erano entrambe una forma di
magia, entrambe un gioco intricato di sortilegio e illusione». E la scoperta della natura come gioco è
proprio uno dei fili che legano i testi di quest'antologia. L'esplorazione temeraria e trasgressiva
sperimentata da bambino - catturare pericolosissimi ranci felloni, dissezionare la carcassa di una
tartaruga di mare in veranda - contribuisce alla costruzione di una geografia interiore fatta di
sentieri, luoghi preferiti e segreti: degli erbosi o boscosi «paesi delle meraviglie».
E quando la
scoperta della natura è fatta cosí precocemente, essa può arrivare a connotarsi come un vero e proprio
innamoramento. Piero Calamandrei narra che i suoi erbari, frutto di emozionanti raccolte adolescenziali,
sono conservati in fondo a un armadio insieme alle lettere d'amore, quelle che non si aprono piú. Con
una sostanziale differenza: se gli amori giovanili e i baci rubati non torneranno, la natura ha la
capacità forse unica di restituire per tutta la vita lo sguardo curioso e incantato della prima volta.
Matteo Sturani ha raccolto alcune tra le piú belle pagine della letteratura mondiale in cui scienza e
poesia parlano la stessa lingua. Un originale percorso che è anche un apprendistato, dove a fare da
guida sono scrittori come Calvino, Hemingway, Jünger, poeti come Sbarbaro, esploratori come Macfarlane e
naturalisti come Durrell e Wilson.
Un'esperienza di lettura unica che unisce sapere scientifico e
sapere umanistico, rigore e divertimento, racconto e fascinazione, lasciando il lettore pieno di
sincera, rinnovata meraviglia.
Autore
Matteo Sturani
(1966), naturalista di terza generazione, insegna scienze in un liceo di Torino.
Dettagli
- Casa editrice: EINAUDI
- Data d’uscita: 2013
- Pagine: 400
- Prezzo indicativo: 21€
- ISBN: 9788806214005

